Schegge
Sono scheggia del tuo fuoco
m’arrampico giulivo nel nulla per poco
resisto alla notte del tempo
ritornando stanco nel ventre del vento.
Ho paura della luce che passa
la prendo al laccio umbratile dell’illusione
fissa all’arca del cielo che tutt’ammassa,
lieve è il sibilo del vuoto d’ogni sensazione.
Strappato sono in me - l’ora e il destino
fuggon lontano dove pace mi tace addosso.
Ombra di stelle mi suonan la morte
desidero tornar da madre - ma forze ho corte
ditemi perché tanta fatica attorno al mio osso
se giro e rimpiango tornar da stoppie
secche, sui laghi della solitudine del mondo.
Rdv 25/12/2010
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