Polvere di Vulcano
Conosco cavalieri che fuggono le ombre
sorseggio con essi fumi che salgon veloci,
ballerine chiare dei vostri sogni rinchiusi
saltate a pie’ pari in letti di lava.
Questo dite alla radio scandendo l’accento
che sempre è l’uguale il bottino già scelto,
eppure frumento di monti abbassati
sai certo la storia del cielo infiammato.
Alziamo la fronte a tal luce rossa
stanchiamo le membra a lampade spente
Corriamo alla fine davanti alla vita, prendiamo
quaggiù la carne arrossata, del mendico
Frate che sempre hai saputo, lontano dal gioco
presente alla strada, vinto dal ghiaccio
dei semplici addii, robusto richiamo a mani loquaci.
Ecco stramazza d’incanto il tuo scudo vulcano,
s’allarga furtivo come vero orizzonte.
La luce tremula dei passanti rinati:
or dunque arriva e pianta il tuo stemma.
Riguarda, ti prego, l’ordine socio
l’arme e l’accordi di pelli amorose.
Rdv 19/12/2010
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