mercoledì 29 febbraio 2012

vino di vita

Vino di vite

Il mio sguardo corre tra i trespoli
le mie dita contano i tuoi baci
spremo le tue carezze sul mio petto
m’inebrio dei riflessi di vita sulla tua fronte.

Il tuo vino spumeggiante è una fonte
tutto m’innalza alla gioia senza limiti
anche il mio sangue si scioglie in te
le tue labbra mi bevono il dolore.

Le morbide colline scendono lente dal tuo collo
i ragazzi inneggiano al futuro con ululi di purezza
le vecchie ridono del tuo nascondiglio femminino
i padri ci guardano fermi di forza dolce.

Gioco con l’uva bionda gustando un acino alla volta
lotto con l’uva nera del tuo corpo fecondo e liscio
imbottiglio la felicità per ogni generazione
conservo nella cantina del mio cuore i fiori di maggio.

È una festa di canti assoluti d’infanti.
È un girare attorno al tuo volto innaffiato di mosto
il tuo profumo mi brucia la mente inchiodata
i grappoli del vitigno sono gambe di donna addormentata
bevo a piene mani dalle tue palme bianche: muoio ubriaco di te,
 sei la mia bevanda mesciata con  miele e vino – pagata a caro prezzo
ballo e salto come un soldato pazzo il giorno del congedo. 

 Rdv 8 febbraio 2011

basta una volta

Basta una volta

Sembrava un vecchia e insolita nenia
alzare la mano e correre al grido: è vero è accaduto:
non sono partito, ferita malata e calma di lago entrambi ci sono,
non c’è più nessuno che fermi le menti, parole lanciate tra
candidi baci. Guardate alleati d’amori spariti,
le mani giganti ci tengono i cuori, credete e tremate
venite con noi.  Non chiudete le orecchie belle
gattine, salite montagne e restate a dormire.
Vedete vi chiamo e nulla guadagno, sentite
canzoni di trepidi in armi e
 sfilate tra i morti che brancolano muti.
Cercate spartiti e iniziate a baciare  le fronti livide
da tiepide labbra. Lo so questa è morte ma questo è il suo prezzo.
Riprendi ti prego a salire con me
sugl’ordinati  e distesi Arcobaleni.

Rdv  16/12/2010

martedì 28 febbraio 2012

NAUFRAGI

Naufragi

Legati da nulla
solo naufragi sull’orlo
specchiati da vuoti
neppure le zattere s’allacciano.

Naufrago nel “non so"
foglie e ciliegie mi son tappeti
onde, draghi e sirene mi chiudono,
le mie assi sono divelte.

Sussurrano Itaca gli Angeli
sono sordo sono torvo sono in sonno
luci tagliano la notte e corrono
con gli scoiattoli che … tic tac sorridono.

Persi da dove mai siamo
non rimangono rimpianti d’illusione
il tempo è sempre e per sempre Ora
qui non erro: chi c’è c’è -  addio al mondo!

Salite sudate, cime irraggiunte
montagne d’acqua ci sbattono contro,
oh povero tappeto di legno: tu sei qua,
sempre con me, la pelle di me … in attesa.

Rdv   2 giugno 2011

domenica 26 febbraio 2012

i sentimenti non sono cause ma effetti

sentimenti, attrazioni, intuizioni, illuminazioni, affetti, impressioni ... sono il frutto di un lungo cammino interiore e storico-sociale. Non abbiamo tutti fatto l'esperienza: quando ho cambiato idea non ho più provato la tale infatuazione per quella determinata persona

sabato 25 febbraio 2012

poesie 8

Contento di mendicare.
Spazi di luce lilla
Respiro libero
Di mendicare
La riga del tuo palmo
Lunga e calda cala
Il fiume del tuo tempo
Sorseggio futuro
Dormo infinità
Ramengo tratteggio
Canti di trallallero
Girotondi in piazze ricche
Nessuno s’accorge il buio
Circondo le braccia
All’occhio tuo
Luce  cade nel tintinnio
Contro fertile sogno
Nulla raggiungo vicino
Solo ballami accanto
Piano, sulla strada
Grigia del tempo sciupato
Nella fede della terra
Implorando visi nel cielo
Non rimane che un gesto
C’accolgo dolce nel morire.
Rdv 6 gennaio 2012


"In me mi perdo"

Raccontano le danzatrici
dei mari celesti
nulla è imprendibile
sicuro delle proprie catene
io misero tendo al tuo sguardo
aspetto un goccia dal nulla
tocco l'arido pensiero di me
tutto m'annoia
mi ripete che so dentro me
e contrasta l'arpa del mio grido
respiro solo fresche piogge
il mio potere mi stucca
vento e raggi di vita voglio
basta questo tenermi le cose
finalmente mi poggio
sulla sabbia del tempo
rimemoro il mio futuro
lo ammiro fisso da fuori
questa sento nuova vita
qualsiasi fiore inizia
ogni frutto m'è donato
afferro la mia mano vuota:
è l'unico mio tesoro.

rdv 17 gennaio 2012













Nessuno arriva

Sospeso sul limite
Dormo col cuore
Pesante ma mite
Aspetto avido nessuno da ore
Almeno un segno dalle nuvole
Mentre sotto sussulta il mare
Tremebondo di te
Che occhi lavora di lama
Tra ritagli di ricordi
Quando neppure madre ama
Mi tengo stretto a te
Che attorno mi mordi
Collo sguardo pietroso
Mi sei a capo di buona speranza
Faro di luce veniente.

Rdv 7 gennaio 2012









SQUARCI

Il tuo solo parlare
crea squarci nel sole
ogni lieve tuo muoverti
 all'anima sale,
là mi solleva l'impossibile
attesa che il cosmo
erutti inaspettato
fiumi di sangue
e lapilli di carezze
fuochi oltre il cratere
vorrei strotolarmi
spoglio sui pendii
dei tuoi fianchi di lava
ma mi faccio prigioniero
sulle tue tempie
guardo i miei diti stanchi
protesi alla tua fronte alta di cielo
eburnea sull'illusione"bassina"
incandescente - picchiata
sulla mia mente respira di te
fumi di vulcani, maree di spazi infiniti.
M'infilo nelle radici della terra
ne estraggo viscere di vita giovane
stracolme di fichi rossi
come bocca al latte della sorgente. 
rdv 12 gennaio 2012
CREMA NERA
Vorrei guarire
dalla tua sete
e non addormentarmi
nel tuo giogo
sei tazza di porcellana
affusolata nel mio centro
crema di sussurri
acqua viva e vellutata
un caffè sotto le guglie
profumo del campo danzante
sotto il manto ambrosiano
le braccia puntate su te
legano discrete  le vie allegre
luce dai nei canti
salti nelle menti
intese più alte
sottili di consigli,
una mano ti sfiora
nemmeno il pensiero lo dice
così è speranza sorridere
gustando panna nera
volando oltre la terra
sapendo il tuo mare
consegnando il tempo andato,
parole cogli
amica del vento
sorella del mio volto
vincolo fuggente
promessa accesa
sul tuo cuore di paglia.         rdv 13 gennaio 2012
La Scelta

Alzo alla luce il braccio ferito
Terra  dei  Padri
sedotta e abbandonata
incanzonata sotto la pietra
stordita dal freddo mito
d'Adamo di ferro
risplendente e addobbata
colpita in fondo all'anima
dal'avveniente Giuda
che tanto cerco il mare
e corro pazzo di te Terra del figlio
sporcata d'inchiostro
nemico del  Giglio
assassina di vita
portatrice assoluta di nulla
ti sono nemico fino alla notte
in faccia a te ! signora Morte
sottomesso e cavaliere
poeta di Dama la Vita
stretto nel fuoco e nel ghiaccio
m'immergo vulcani e taccio
che di te dolce nascita io son poco
così schiero al mondo quel che ho
povera cosa di bimbi
occhi bagnati d'amore antico
di mani di madre
di  cuori di padre
sostengo il peso del cielo
che figli miei mi chiaman rimani
devo andare di qua o di là
con te pecorella di vita
contro te leone vermiglio
forte ti stringo infedele
lieve ti lascio piccolo cerbiatto
so di donarti il mio sogno
ti saluto schiacciato dal robot
ultimo cenno - germoglio di speme. 

Rdv 30 gennaio 2012















PESI
Porto addosso il mare
mi pesa come un mondo
ma è profumato di vita
 mi spreme tutto il tempo
che ogni conchiglia è vuota
i frutti mi chiamano lontano
soffia il mistero negli orecchi
e cielo e terra guardo agli specchi
e rimango sotto le nuvole
come fossero nocciole di piombo
le raccolgo da buon contadino
e riparto per la Sila affamato
lassù canto il destino del Nord
m'affumico di erbe amare
mi scrosto della città ferrosa
là in fondo l'azzurro
è statua di fronte la roccia nera
anche il pane sa di mani
i formaggi di baci antichi
i nonni di caldi silenzi
le braccia amiche sono forti
m'aiutano con pesi di miele
le mosche accorrono in fila
sfamo il mio cuore aperto
lo disseto sui monti freddi
ogni angolo è memoria sconosciuta
so solo camminare lento
verso i campanili del mio paese.
rdv 20 gennaio 2012
Ti chiamo

Lungo la corporea linea
La mia lingua ti prega
Quando il fuoco s’alza
Ti sussurro la sera
Soltanto parole sole
Che non ti chin’a pietà
Rifletti - ancella
Quel che sai già
Poi affondi nel tuo abisso
E finalmente chiami 
Fisso sul mio dire
Che voce fioca
S’apre al tuo racconto
Di viaggi e affari
Ho per te amari baci
Segni di splendore
Sfioro il canto
Parlo all’incanto – sei, si sei
Finalmente stesa
Sull’orizzonte mattutino
Che ridice la sete che ho
In mezzo al mare del silenzio.

Rdv 5 gen 2012


poesie 7

A MANI APERTE 

Spada del dolore 
alla mano frantumo
incubi nascosti
riscuoto melograni
spalanco le mani
tremanti di baci stanchi
pazzo di fame
corro ai quattro venti,
il mondo a tre sfere
si chiude e si riapre
grido imploro parole vere
trovo effimere lucciole
fuggitive, inquiete
tanto afferro il canto
portami nei mari fermi
del tuo seno
scintillante di vita,
galoppa verso il deserto
per me, copriamoci d'abisso
scambiamo scudi e anelli
intrecciamo danze e focacce
uva passa e mosto sulle labbra
che si levino alla volta del tempo
rimostranze piene di pietre
colme di spalle forti
chiama invoca sorella
la pace e la guerra
trovami il tesoro del tempo
ridammi tutto di te
quel che mai avrò.
Sotterrami sotto il tuo sonno
fammi respirare il tuo destino
arsura incontenibile del tuo alito
sete impronunciabile della tua fronte
reclinata sui miei lamenti. 

rdv 15 gennaio 2012












DANZAMI
Danza tra nuvole - orfanella
Sfoglia il mio sogno
Sgranella lenta
L’anima inchiodata
Girami lungo le spalle
Fiamma alta all’orizzonte
Frantumami i pensieri allineati
Giocami attorno gl’ occhi
E bagna sopita
Le mie piane mani
Rigate dai tuoi passi,
leggeri , fecondi a festa
finalmente sbocciati
nella stretta carne
ecco, mia veste fragrante sul cuore
fuggiamo in selva, tiepida.
Rdv  11 gennaio 2012











Le parole che sono amore

Senti,   t’evoca
La parola che dice
La vita comica
Oltre le cime canute
Mi chiami sui campi dolci
Fisso all’argento alto
Piena l’ama la parola
Ti seguo attonito
Di te, povero pulcino
Mi covi, mi fermi,
secerni frutti caldi
il tuo dire è il momento – ora
che io vivo nel fuoco.

Rdv  7 gennaio 2012










SCAVI

Mani nude ti offro
null'altro che sete
vorrei con te scavare
... sono proteso all'abisso
almeno in riva al mare
le reginelle donami
al contrario mi vendi sabbia
m'immergi il corpo fecondo
nella terra del domani
rivolgo al vento il tuo sguardo
è sempre più in gabbia
mi minacci coi cani e col dardo
fuggo sul morbido campo che sei
e lì soffro velato
cercando inesistenti mete
non posso che ridarti fisso
il cuore strozzato
dalle tue promesse mai compiute
che immenso fiume il tuo fluire
e cantare il tuo volermi
parole vive e forti
da questo so chi sei
che vali, che sei inizio di realtà
come ti sento luce di me
ora so che il racconto era vero
che sei nella carne e nei sogni
che occhi di bottiglia contengono acqua
che sussurro di pianto
sono brividi di speranza.
M'affido ai tuoi palmi
slegami le prigioni di dosso
raggiungi le dune spazzate
mi troverai fresco nel deserto
mi coglierai caldo tra i ghiacci
mi prenderai vivo tra gli stanchi
e tra lupi senza denti
mi stenderai onde d'artigli
mi eviterai morsi vermigli
come fiori di fichi abbondanti
danzerai oltre i muri
scriverai più forte del dolore
m'amerai come partoriente di mezza
farai di me un trofeo di gioia
m'isserai a vini d'esultanza
m'affonderai nel cuore vivente.

Rdv 20 gennaio 2012







Fioca

Mi spengo guardandoti
Librare azzurra
Le danze amanti
Brami i canti
Sul  tuo viso ovale
Che morte annego
E vita sogno
Gioco con luci
Accarezzo parole
Bacio uno sguardo
E tu danzi per me
Nel mare verde blu
Come occhi di canfora
Profumo di dolci assenze
La fiamma m’assottiglia
È fioca ogni pretesa
Tra fresche braccia piango
Giorno di sole
Sull’aspro mondo.
Rdv 10 gennaio 2012






MASSI
Rotolo immobile
Addosso  al mio assolo
Terremoti silenziosi
M’assalgono le viscere
Brulichìo di voci morenti
Sussulto attento  a te
Le tenebre si fermano
Sui pendii dell’anima
Attesa è qualsiasi scintilla
Maree d’affetti rimiro
Nei brividi del ghiaccio
Gusto la vicinanza sottile
Dei tuoi detti di me
Infiniti teatri d’autore
Mi affondi nei sogni
Recito un soggetto inesistente
Le tue parole precise
Il tuo andamento flessuoso che scompare
Stendo le braccia al tuo viso impudente
Spargi bellezza di brina
Stringi  l’esistenza in un io
Al culmine della promessa
Regina di danze nascoste
Signora dei visi impossibili
Accoglimi nei lucidi motti
Che porti nella foresta buia
Al tepore d’antiche passioni.     Rdv 14 gennaio  2012



Sirene

Vorrei perdermi oltre le cime dei mari
essere una libellula iridescente
cibarmi di onnipresenza
ma le colline sono dolci di melograni.
Meglio attendere giorni immemori
giorni di luce tra volti di angeli.

rdv 16 1 12











E' così

E’ così, ogni volta un piccolo
miracolo d’occhi. D’occhi
ogni volta un senso immenso di bene
trovare un cuore che generoso
t’ascolta, in quel punto che resta
al respiro, alla mente
un pezzo d’anima aperta
le parole che altrove ho detto
livide, in quel punto si fanno
lucchie  d’occhi e d’orecchi,
oggi sorriso al cielo.

Grazie
Elisabetta Mocchetti
Liceo Galilei, III B classico, Legnano, 6/06/1996

Torna

TORNA, PELE’

a   Rosario e ai suoi figli

Pelé  poesia della mia vita,
tu che danzi sopra l’erba
scivoli tra gli avversari,
non hai nemici,
s’arrendono  a te e sono felici
i cuori che sognano
semplicità e bellezza.

E il sogno
ha la pelle colorita,
maniche corte, una maglia verde-oro
movenze di fanciullo elegantissime,
un sorriso vero.

Torna Pelé, poesia
in questa vita,
torna sul carro di fuoco, danza ancora,
apri spazi impensabili
fammi vedere che è ancora possibile
il capolavoro.

Metti nel sacco la gioia.

E un giorno, insieme a mio figlio,
ma anch’io bambino, tra prati
interminati fammi correre con te.



Matteo Munaretto
Ex studente corso B classico – Liceo Galilei Legnano inizio anni ‘90
Università di Pavia, 12 dicembre 2010

poesie 6

Tempi forti        Navigo tremende onde contro scogli irsuti.
Non fuggo tempeste e maree, fingo assenze malate
mentre arrampico abissi di stelle
marziano,  di pace io fermo il mare inaridito
oltre il meriggio scorgo piccole case,
scopro carte studiate per divellere  eroi.
Resisto impassibile ai tormenti del vuoto
finché troppa vita non m’addolcisce lo sguardo.
Come farò fratelli ribelli a darvi pane e ciliegie
se prima l’eterno gioco non m’avrà estinto il senso dell’io?
Tengo dritta la mira all’orizzonte calante
Gli ormeggi sicuri conservo da casa, bruciato
da mille coriandoli d’oro che tutta la terra mi presta un tesoro.
E grotte e porti e navi si girano attorno
senza morire ogni giorno, se non di acquietata nostalgia.
Tuona l’amore fresco di notte al cielo bianco
di promesse e attese di te, assenza del bene,
schiavo e padrone neppure mi fingo
lancio al destino monete fasulle, a fronte
di chi suonava la morte, steso sul prato
dei cuori bruciati. Vento e bufere affronto
per te, speranza stordita dai bassi ingarbugli.
M’avanzo strisciando al mio stesso palato
sicuro d’avere per sempre il tuo nome,
ti chiamo mia dama, ossequio la notte
rimbomba a fatica il mio urlo di morte resisto perfino a confini infiniti
e di giochi attendo di nuovo il ritorno ponendo la mano al ritorno dei santi.  
                              Rdv 18/12/2010
Un gioco
Afferro l’orizzonte come fosse un fuscello
inviperito dalla pieghevole presa del tempo,
giro attorno a me stesso preso da giostre
gestite da attori impazziti.
Picchio sulla nuda terra ferita dal nulla
reclamo pane cotto in forni d’amore,
vendo a mercati di nuvole piatti rotti
e ricavo baci avvelenati da sorelle dimenticate.
Vorrei supplire al mio tormento
con carezze limpide di mari tranquilli,
non faccio che ritornare su tracce scavate
tra carni aperte alla pietà d’estranei.
Fisso imperterrito specchi di sabbia
trattengo il vento delle mie arsure,
strappato sono alla terra baciata dagli occhi
secchi di limiti e catene volute.
Prigioniero di bene, vittima assoluta
ombra in piazza segreta di gente, accalcata a sparire,
tra candide offerte mai più ricomposte,
legato io sono tra vostri serpenti
e  affuoco  vorrei coprire il pianeta
disegno a singhiozzo di sdrida incompiute.
Levatevi   o’ madri dai vostri profumi
correte alla resa degl’ eterni doni -
perfette accogliete labbra morenti
cascate di vita gettate gementi.
Rdv 20/12/2010
Verità di pietra.
A chi posso dire il nulla della tua ombra.
Occhi hanno tutti per luci pallide. Le mani sono fredde di loro.
Tu ti ergi viva di forza solerte e domini sopra la città.
S'illudono i realisti, gli attivisti dei sarcofaghi.
Io ingenuo ti seguo. Poso la fronte, mia signora. Sulla tua pietra
Dicembre 2010





















Via  Ventidue primavere
La pagina più bella della terra madre
le primavere che cingevano tra capelli di pece riccia
la donna italiana con dolcezza di crema
che col Principe povero traversava l’Oltralpe di Francia,
quel viso fine e ovale, lo sguardo folle di vitalità – fortissimo per noi
poveri uomini perduti dall’adolescenza
nei Canti Liberi prigionieri della tua fecondità,
eri così ferma e attraente - che nulla ti muoveva lontano dalla notte
del desiderio inevaso, senza neppure una radice di difesa.
Ricordo correvi ridevi senza mai quasi sorridere
come in fotografie futuribili lo fai solo una volta.
Quel velo di tristezza, fiera magnetica indomabile vincitrice
terra femminea d’altri pensieri e sopra i discorsi,
impossibile tenere testa a tanta vita ripetuta
è come ora: ventidue volte giovinezza nei treni sui colli purpurei
d’amore celeste e d’acqua che dà il respiro nella grotta del destino.
Un ferro arroventato il tuo abbraccio, profumo
di rose … ma che serve più! Guarda figlio lassù
tieni la mente in attesa, il cuore sospeso
fidati: quell’amputazione dolorosissima dà salvezza al mondo
bevi la tua morte d’amore e vivrai di gioia pura
correrai di nuovo sull’erba francese senza paura
non perderai la mano calda che ti tiene
non sciuperai baci e spalle della memoria
riprenderai tutto di nuovo: non buttare frattaglie ai porci!
Lascia ch’io contempli il volto vulnerabile trafitto di tenerezza
non c’è bisogno di sopravvivere: giovinezza potente è qui, sappilo! Vivi così.     Rdv  14/1/2011
Visi di marmo
Navigo pigro tra volti di vetro
cerco labbra scolpite dal tempo, ma
trovo rumori e sfilate ingrigite, comode membra
di corpi rappresi, e fisso invisibile gli occhi inumani
e tocco morente le mani di schiavi.
Specchiato nel metro tra freddi  giacigli
ricordo e ritempro canuti consigli.
E fermo la mano sul tempo presente, lucido
figlio d’amore ormai stanco.
M’alzo da dentro e non voglio dormire
risento alla fine il mio viso guarire.
Non resta che spazio d’umana tristezza
guardare i tuoi volti lisciati dal nulla,
confronto e accarezzo i mille lasciati
so anche che voi non ci  avete mai amati.
Mi strappi vulcano lo spirito dentro
sei accanto lo sai all’uomo  vivente,
vedi e pensa quanto ti dono, non fai
che nervosi momenti d’assenza.
Vetri sul fondo, marmi scavati, lasciate
andare via chi vi si trasmette, caldo
assolato coi visi lucenti, voi ferri
annodati su stuoie animali, di
canti maldestri e calcoli urbani.
Poss’ ora io salire tra il mondo, ormai libero -
volto forgiato da pietra remota
 durissimo assolo nei vostri assoluti.                                                         Rdv 18/12/2010
Voglia
Avrei voglia di un sigaro medio cubano,
farei come un chicco di sabbia calda
e mi attorciglierei  sulle strade del colle caro
colmo dei profumi del tuo collo saldo.
Fermo libro fondante è il tuo sguardo
ma lo devo toccare lontano – tra i ghiacci.
Così ora tutto è immobile senza il blu,
mani occhi bracciali sono invenzione
di me – vittima del tuo soffio che m’arde
stordito e inabile all’azione
flebile, pulcino pioettante
mi stendo nell’amaca della tua pelle
ne faccio lenzuola di stazione
in partenza per soli spenti.
Rimane quella voglia assolutamente
circondata da case di pietra e stelle di Natale
addolcita dal tepore del mio cigarillos
testimone del mio assolo di danza.
Rdv 4/1/2011








Volontà

Matrigna t’avii consueta di fronte
pasciuta ordinata borghese eroina,
abissi e galassie ho infranto domani
ti contro, ti alzo, ti lego le mani.
Lotta mortale t’ho fatto da casa
avvolto tra canti e giochi di bimbi,
forte tu sei Voluntas eburnea
amore verace paterna fortezza.
A nulla riesco a ombra incompiuta
t’inganno, ti mostro, ti dico sofismi,
non cedi-  mi prendi, ordito e d’acciaio
so a mente e so a cuore che tu sei vincente.
Mi formi da dentro assolutamente
mi scavi le membra come fossi cemento,
e visi e sapori e vita e beati
materia ci pressa e mai siamo nati.
Guerra illimite fai tra tutt’i mortali
spezzi e rinasci illumini i mali,
oramai sei vicina e libera acclami
petti virili - domini - e alte mani.
Vinco la morte che impera il fiato
strozzo nel gozzo e ben dico il Fato.

Rdv 20/12/2010


Forte
Sei così forte oltre le Alpi
sei così vulnerabile sulla Pianura di nebbia
sei  la Lacrimosa - assolutamente trafitta
che nulla in terra può scalfire

quando la tastiera mi batteva alle tempie
il tuo volto era come immobile nella pietra
lo ricordo disegnato dalla tua allegra adolescenza
nei cieli ghiacciati d’azzurro navigati dal treno

c’era una lotta mortale tra un duro sorriso
e una coriacea femminilità invincibile
che alcuna parola poteva afferrare
né una carezza stringere al futuro

quelle mani da sposa - che un povero sogna invano
erano tenaglie d’amore incandescenti
che la coperta del tempo ha solo allontanato
e l’acqua dell’eterno ha posto nell’oblio,

com’era alto il tuo sguardo radicato nel ventre antico
mi sentivo bambino abbandonato nella foresta,
che la tua sbriciolata e indifesa anima
toccava l’ombra del pianto assetato – d’un amore a forma di pane,
eri estremamente aperta alle ferite e ai baci – come combattere senza scudo?
stavi lì, fiore di campo, senza le illusioni emancipate – resistevi ai venti
ora sei raccolta in quell’antica bellezza – alto tulipano invidiabile.   Rdv 27/1/2011

TRADIMENTI

  ... diciamo che non tutti quelli che hai amato ti hanno tradito ma che tutti quelli che ti hanno tradito li hai amati...