Lividi
sull’anima
Ho
camminato stancamente sui miei pensieri
ho
raccolto la durezza dei miei calli innamorati
non
ho il conforto di nulla sulla crosta
l’acqua
è stata assorbita dalla lingua falsa,
il
mio giudizio è luccicante come un lago addormentato
per
un centesimo non lo baratterò
osservo
il male incollarsi alla terra
lo
vedo quasi totale eppure tarlato in sé
il
mio cuore sanguina luce pura
circondata
da un’infinita solitudine
ma
non s’arrende al forte – non piange sotto la morte
alzo
il capo imbizzarrito al vento senza guardare cose
è
semplice essere sommersi da mille parole finte
e
non so come – io sono io, fermo e invincibile
la
storia la chiama anima libera
il
vile usa contro essa un bastone tanto legnoso,
mi
lascia lividi rossi e blu, mi schiaccia giù
allora
gioco col mondo – la sabbia mi scivola addosso
l’orizzonte
è limpido: è bello vivere anche qui
amo
questa mia vita frantumata dagli attori
vorrei
poter alzare gli occhi verso i monti
devo
inginocchiarmi all’amore fecondo
non
posso partire e assaggiare i vini buoni
mi
basta il vino rosso della vita animale
mi
basta una carezza di un solo compagno
voi
siete organizzati, tanti e forti – piccoli esseri
mi
spiace che non vediate la vera grandezza
l’uomo
nobile passato di qui
le
sue tracce m’hanno segnato il viso
il
suo respiro m’ha reso invincibile
il
suo olio guarirà i segni dei vostri morsi
il
suo sguardo terrà nella carne l’anima mia
metterò
le mani sui vostri volti
siete
già miei, abbassate le armi
riflettete
quanta tristezza avete sciupato
gustate
quanta amarezza v’avete reso miele,
finalmente
posso distendermi tra i chiodi
come
tra fiori di maggio e diffondere profumo
spezzare
pani di poesia ai cuori morti
baciare
la femminea mano che dà sempre più.
rosario del vecchio 28 gennaio 2011