lunedì 23 aprile 2012

peso

Dolce peso

Muori somaro corpo mio caro
ti trapasso a fil di spada nemico crudele e traditore
ti domino ti cavalco e ti conduco e ti schiaccio
tra valli e monti, tra sogni e illusioni,
ti dipingo nella tua nuda debolezza
spaesata come un bimbo di ventuno primavere dimenticate
tremolante come una fogliolina nel triangolo dei venti
sbattuto su scogli taglienti dopo il baccanale intellettuale
prigioniero del polpo tra i tentacoli musicali.
Ti disprezzo asino d’intelligenza e voli celesti
che sai della mia glaciale assenza di vita?
Invecchierai morirai ti polverizzerai
che ho a che fare con te scarpetta – scarpa sei su terreno - di Cenerentola
chi mai ti desidera pellaccia liscia morbida e candida e assetata?
Tanto io cammino a testa alta verso il vuoto …sempre più in là.
Signore degli scheletri, smemorato di muscoli e labbra
assente tra mani e piedi, tra palpebre alito di rosa
io ti tiro giù basso animale da soma; tu non esisti!!
Io … io sono, piegato su di me stanco di non ricevere baci
furioso di non poter stringere il mare e le stelle
appesi alla tua bocca e dipinti dentro i tuoi occhi.
Sei un povero quadrupede che non conosce casa
Io ho le chiavi della vita morta, chi ti conosce in terra,
vagabondo di una carezza tra i capelli, chi bussa alla mia porta
un pellegrino velato, sei tu asinello piccolo e fragile
sei tu amichetto debole e più arroventato di lava,
muori finalmente – con me – qui sul mio petto -
 muori mentre io muoio senza di te…

  Rdv  11/1/11

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