Sguardo immobile
Sono prostrato come brina sulla terra
il mio sguardo è fisso sulle cose
non si muove nessuna mano amica
mi rimane solo osservare il dispiegarsi del tempo,
gli esseri parlanti tacciono
la parola di speranza è muta
la voce amica è assente
da tutti i tetti mi tirano in testa
è inutile correre o gridare al vento
siamo schiacciati dai massi dell’ingordigia
quel che possediamo è polvere
quel che ci manca un labile e inutile ricordo
i nomi del desiderio sono monchi
abbiamo braccia e occhi stanchi
non sappiamo neppure piangere e ridere
dormire sarebbe dolce se i sogni non fossero falsi,
cerco pietà tra fratelli pieni di altezza
racconto le fiabe ai lupi indifferenti
quasi il mondo è incollato all’incolore
che vedo ogni realtà distinta e partecipe
la fronte non si volta al destino
il cuore non batte ai richiami illusori
la pelle è attaccata alla vita senza futuro
eppure io non spero: resisto di fronte allo spettacolo,
metto in scatole di pazienza le forme e gli odori
rincorro le gattine cieche che m’hanno regalato
sono un maggiordomo degli iniqui clienti
non capisco la vittoria dell’ingiusto senza rimorso,
a che servono i discorsi dei sopravvissuti
forse hanno ceduto l’anima – o il giudizio
si sono inginocchiati alla luce fatua degli specchi
si sono scambiati favori assassini di poesia
ramengo spigolo qualche carezza
trovo freddo e nebbia nei volti
quanta artificiosa costruzione di significati
mi mancano le mani di mia madre sul fuoco
salgo tra i giochi e accosto il suo corpo al calore
da allora l’orizzonte è fisso, immobile:
finché reclino il capo e lo innaffio con le dita tue
ospite inarrivabile – motore del mio sguardo.
Rdv 31 gennaio 2011
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