lunedì 30 aprile 2012

lividi

Lividi  sull’anima


Ho camminato stancamente sui miei pensieri
ho raccolto la durezza dei miei calli innamorati
non ho il conforto di nulla sulla crosta
l’acqua è stata assorbita dalla lingua falsa,

il mio giudizio è luccicante come un lago addormentato
per un centesimo non lo baratterò
osservo il male incollarsi alla terra
lo vedo quasi totale eppure tarlato in sé

il mio cuore sanguina luce pura
circondata da un’infinita solitudine
ma non s’arrende al forte – non piange sotto la morte
alzo il capo imbizzarrito al vento senza guardare cose

è semplice essere sommersi da mille parole finte
e non so come – io sono io, fermo e invincibile
la storia la chiama anima libera
il vile usa contro essa un bastone tanto legnoso,

mi lascia lividi rossi e blu, mi schiaccia giù
allora gioco col mondo – la sabbia mi scivola addosso
l’orizzonte è limpido: è bello vivere anche qui
amo questa mia vita frantumata dagli attori

vorrei poter alzare gli occhi verso i monti
devo inginocchiarmi all’amore fecondo
non posso partire e assaggiare i vini buoni
mi basta il vino rosso della vita animale

mi basta una carezza di un solo compagno
voi siete organizzati, tanti e forti – piccoli esseri
mi spiace che non vediate la vera grandezza
l’uomo nobile passato di qui

le sue tracce m’hanno segnato il viso
il suo respiro m’ha reso invincibile
il suo olio guarirà i segni dei vostri morsi
il suo sguardo terrà nella carne l’anima mia

metterò le mani sui vostri volti
siete già miei, abbassate le armi
riflettete quanta tristezza avete sciupato
gustate quanta amarezza v’avete reso miele,

finalmente posso distendermi tra i chiodi
come tra fiori di maggio e diffondere profumo
spezzare pani di poesia ai cuori morti
baciare la femminea mano che dà sempre più.
Rdv 28 gennaio 2011

coltelli

Coltelli

Avevo un coltello puntato alla gola
da tempo immemorabile
da pianti senza memoria
cammino flemme con un punteruolo nel cuore.
Ci sono antichi giochi innocenti
che non potrò mai più giocare,
sicurissimo d’addormentarmi
ripiego la dolcezza che m’hanno rubata,
parole suoni visioni: tutto è spento
le forze sono nulle e sbriciolate
le idee sono giullari nudi dinanzi al re
le carezze sono cartavetra – il mare è ghiaccio.
Tutto è fermo stanco piovoso
voci assenti assillano la sete
fresche sorgenti sono prosciugate
chiome luminose sono spopolate dai venti,
il sole ubriaco di grigio è troppo lontano
la luna calda della sera non si sveglia
i girotondi dei bimbi s’attorcigliano dietro i muri
ogni canto è muto - alle spalle e di fronte io taccio.
M’immergo di vino puro fuori dai sogni
m’imbevo di gioia senza nèi e senz’inganni
accetto la tristezza come una coperta di piume
mi  rialzerò, mai, nel tempo e nel mondo,
fiero del mio dolore armato di solitudine
ho cercato uomini veri, ho trovato padri passati,
vorrei aprire porte ai figli: sono chiuse – farò del mio cuore una chiave. 

  Rdv 16 febbraio 2011

rubo

Rubo granelli

Rubo granelli
Li rubo di vita
Ogni volta  mi sfiori
Ripeti graffi di zucchero
Mi casca sul capo il cielo
M’innaffi di sguardi
Le nebbie e i venti m’offri
Quaggiù prosciugato dai sospiri
Non lenisci abissi  incantati
Solo promulghi fiori di carne
Calici e piccoli dolci di fata
Le fresche e le arroventate
Sorelle del tempo
Girano e abbracciano
Tempie e sottane
Fuggo e non so come nuotare
M’afferri e dilegui mille carezze
Sognato avevi più che quegl’anni
Dissacri  te icona di rossa scompiglia
Silenzi e risate hai sempre donato
Rabbie malate hai tu resistito
Sappi or ora che il mondo cammina
Sui cuori forti di ogni bambina
Rimane inclinata su giostre di laghi
Semplici agnelli e finti maghi
Così sai la coccola amara
E verace  è la vita, vera di fronte.

Rdv 30 aprile 2012

naufragar ...

Naufragi

Legati da nulla
solo naufragi sull’orlo
specchiati da vuoti
neppure le zattere s’allacciano.

Naufrago nel “non so"
foglie e ciliegie mi son tappeti
onde, draghi e sirene mi chiudono,
le mie assi sono divelte.

Sussurrano Itaca gli Angeli
sono sordo sono torvo sono in sonno
luci tagliano la notte e corrono
con gli scoiattoli che … tic tac sorridono.

Persi da dove mai siamo
non rimangono rimpianti d’illusione
il tempo è sempre e per sempre Ora
qui non erro: chi c’è c’è -  addio al mondo!

Salite sudate, cime irraggiunte
montagne d’acqua ci sbattono contro,
oh povero tappeto di legno: tu sei qua,
sempre con me, la pelle di me … in attesa.

Rdv   2 giugno 2011

polvere infuocata

Polvere di Vulcano

Conosco cavalieri che fuggono le ombre
sorseggio con essi fumi che salgon veloci,
ballerine chiare dei vostri sogni rinchiusi
saltate a pie’ pari in letti di lava.
Questo dite alla radio scandendo l’accento
che sempre è l’uguale il bottino già scelto,
eppure frumento di monti abbassati
sai certo la storia del cielo infiammato.
Alziamo la fronte a tal luce rossa
stanchiamo le membra a lampade spente
Corriamo alla fine davanti alla vita, prendiamo
quaggiù la carne arrossata, del mendico
Frate che sempre hai saputo, lontano dal gioco
presente alla strada, vinto dal ghiaccio
dei semplici addii, robusto richiamo a mani loquaci.
Ecco stramazza d’incanto il tuo scudo vulcano,
s’allarga furtivo come vero orizzonte.
La luce tremula dei passanti rinati:
or dunque arriva e pianta il tuo stemma.
Riguarda, ti prego, l’ordine socio
l’arme e l’accordi di pelli amorose.

Rdv 19/12/2010

lunedì 23 aprile 2012

peso

Dolce peso

Muori somaro corpo mio caro
ti trapasso a fil di spada nemico crudele e traditore
ti domino ti cavalco e ti conduco e ti schiaccio
tra valli e monti, tra sogni e illusioni,
ti dipingo nella tua nuda debolezza
spaesata come un bimbo di ventuno primavere dimenticate
tremolante come una fogliolina nel triangolo dei venti
sbattuto su scogli taglienti dopo il baccanale intellettuale
prigioniero del polpo tra i tentacoli musicali.
Ti disprezzo asino d’intelligenza e voli celesti
che sai della mia glaciale assenza di vita?
Invecchierai morirai ti polverizzerai
che ho a che fare con te scarpetta – scarpa sei su terreno - di Cenerentola
chi mai ti desidera pellaccia liscia morbida e candida e assetata?
Tanto io cammino a testa alta verso il vuoto …sempre più in là.
Signore degli scheletri, smemorato di muscoli e labbra
assente tra mani e piedi, tra palpebre alito di rosa
io ti tiro giù basso animale da soma; tu non esisti!!
Io … io sono, piegato su di me stanco di non ricevere baci
furioso di non poter stringere il mare e le stelle
appesi alla tua bocca e dipinti dentro i tuoi occhi.
Sei un povero quadrupede che non conosce casa
Io ho le chiavi della vita morta, chi ti conosce in terra,
vagabondo di una carezza tra i capelli, chi bussa alla mia porta
un pellegrino velato, sei tu asinello piccolo e fragile
sei tu amichetto debole e più arroventato di lava,
muori finalmente – con me – qui sul mio petto -
 muori mentre io muoio senza di te…

  Rdv  11/1/11

scegliere di nuovo

Che ogni atto della nostra vita abbia un significato eterno,
 per cui lo scegliamo sempre rispetto a tutto ciò che abbandoniamo.
Questo solo conta.

giovedì 19 aprile 2012

sete

Sete assoluta

Vivo ubriaco della tua sete senza limiti
La luce m’offende tutto il giorno ferma nel tempo.
Così l’assoluto bisbiglio degli occhi guarda i due e
 mi chiama al sole e all’acqua. Tutt’Arsura so di me
non vedo, né tocco, il giorno del tramonto
sento sempre la tua sete assoluta
e bacio il mare e le stelle e tu mai mi bagni.
Rotto è ogni discorso di pace,
strappato sono al sonno, proteso al vento
ringhio disperato oceani illimitati. Sale e sale
sete e sete. Mi dai solo sole e sole.
Pazzo leone marciatore di prigioni
Aspetto furente l’acqua dal cielo.

R dv 16/12/2010

martedì 17 aprile 2012

lunedì 16 aprile 2012

gelosia

Tango della Gelosia
Ti devo bisbigliare la lama sottilissima del mio segreto
vorrei ascoltassi - puntata sul mio ventre come su un palcoscenico
il mio canto alto su ogni vetta luminosa nelle grotte solitarie
là mi lamento d’un grido indomabile tra draghi di zucchero.
Paglia e petali di dolore innaffiano l’arsura della bocca mia
libri e pergamene bruciano la biblioteca delle mie ossessioni,
passo lento - invidioso geloso - nelle fiamme del cerchio di cristallo
raccolgo mendicante ogni tuo gioco buttato.
Ramengo per strade aurorate cammino infreddolito
chiedo a spazzini speciali dov’è il Castello di Biancaneve
e riposo su roghi di poesie assassine
finché non incontro il mio sosia trapassato dai tuoi baci.
Muori con me fratello piuttosto ch’esser me specchiato!
Ecco: finiti nel sogno finito con l’ultimo bacio di Capodanno.
Tanghi e corse e balzi impazziti d’abbracci impossibili
come potrei  non morire nel fuoco c’acceso m’hai
e che carni altrui godono compiacenti del mio abisso?
Ridono e stridono i benpensanti: questo non è politicamente corretto!
Eh  si! Dolci fanciulli: che ne sapete dei secoli e dei suoi quarti di luna!
Che capite se non vedete le cicatrici dei vostri untuosi guanti
scarnare le mie membra arrostite nella mente di Venere?
Brucio vivente e vedente la vita che sfugge alla mia presa
come potrei non chiamarla Regina che mi tagli e m’anneghi
nei sogni altrui, nella morte mia, nella lontananza tua.
Stringimi al nudo palo della tortura, piuttosto che farmi zitto:
urlo il vero sangue del tempo immobile: sii felice spada che m’uccide!

Rdv 30/12/2010

le poesie tristi ?

cara amica: dici che queste mie poesie sono molto tristi !!!
ti assicuro che io sono un tipo pieno di vita e amo danzare, cantare, bere, scherzare, ridere, piangere, amare e giocare con allegria ... e che ci sono molte mie poesie che non hanno niente di triste ...
inoltre nella mia vita ci sono tante altre cose oltre la "poesia che legge nello sguardo" ...
direi che non si può definire triste una poesia ...
triste si può definire una situazione umana ...
una poesia può raccontare di situazioni tristi ma non per questo è triste ... l'importante è che sia poesia...
io guardo dentro gli occhi, cerco di leggere il cuore, cerco di capire le situazioni ... e le cose mi vengono così ...
vanno lette con calma e vedendo come si comportano le persone, soprattutto quelle che amiamo...
in realtà le cose stanno così: tristi sono le persone che non amano, mentre io considero le persone che amano piene di vita. Ora: triste è chi non ama e non è pieno di vita. Io credo di avere tanta voglia di vivere e credo di amare un pochino qualcuno, quindi ritengo di non essere una persona triste. Certo le poesie raccontano di situazioni dolorose, ma è chi non ama che rende tristi le cose. Chi ama invece le rende Oro e Nero in uno sfondo di Mare e di Aurore Luminose...!!!

lividi

Lividi  sull’anima


Ho camminato stancamente sui miei pensieri
ho raccolto la durezza dei miei calli innamorati
non ho il conforto di nulla sulla crosta
l’acqua è stata assorbita dalla lingua falsa,

il mio giudizio è luccicante come un lago addormentato
per un centesimo non lo baratterò
osservo il male incollarsi alla terra
lo vedo quasi totale eppure tarlato in sé

il mio cuore sanguina luce pura
circondata da un’infinita solitudine
ma non s’arrende al forte – non piange sotto la morte
alzo il capo imbizzarrito al vento senza guardare cose

è semplice essere sommersi da mille parole finte
e non so come – io sono io, fermo e invincibile
la storia la chiama anima libera
il vile usa contro essa un bastone tanto legnoso,

mi lascia lividi rossi e blu, mi schiaccia giù
allora gioco col mondo – la sabbia mi scivola addosso
l’orizzonte è limpido: è bello vivere anche qui
amo questa mia vita frantumata dagli attori

vorrei poter alzare gli occhi verso i monti
devo inginocchiarmi all’amore fecondo
non posso partire e assaggiare i vini buoni
mi basta il vino rosso della vita animale

mi basta una carezza di un solo compagno
voi siete organizzati, tanti e forti – piccoli esseri
mi spiace che non vediate la vera grandezza
l’uomo nobile passato di qui

le sue tracce m’hanno segnato il viso
il suo respiro m’ha reso invincibile
il suo olio guarirà i segni dei vostri morsi
il suo sguardo terrà nella carne l’anima mia

metterò le mani sui vostri volti
siete già miei, abbassate le armi
riflettete quanta tristezza avete sciupato
gustate quanta amarezza v’avete reso miele,

finalmente posso distendermi tra i chiodi
come tra fiori di maggio e diffondere profumo
spezzare pani di poesia ai cuori morti
baciare la femminea mano che dà sempre più.
Rdv 28 gennaio 2011

secca

Pioggia secca

Sulle strade cammino su pioggia secca
allargo il braccio per sentire la vita,
rimpiango mari di sabbia e soli accecanti
quando la terra mi baciava dolori di gioia.
Attorno non odo che macchine sen’anima
quasi arditi rancori d’amori finiti,
riprendo il giro dei pensieri
che m’hanno illuso fin’a ieri.
Piango su erbe maligne il cuore solo
allargo la mano, chiedo pane e mi dolo,
chiamo all’eco del mondo acqua di vite
conto acini di gioia nell’esistenza mai mite.
Come vorrei acqua di vino, bagnata di baci
feconda di giustizia forte e dolciastra,
chicchi di bimbi aprirei al futuro
darei  latte e vino di quello più puro.
Non farei recite deserte senza maestra
coglierei fiori grigi su asfalto umido 
aperto come un ventre d’Eva riuscito.

Rdv 24/12/2010

domenica 15 aprile 2012

ai nostri padri

maree

sento il mare
del tempo graffiare,
sussurrare dei padri la voce,
ferma alla vita che cresce
non fuggo più nei sogni svaniti
coltivo altipiani di pani robusti
conosco soltanto dolci confini
redini altere di aperti destini
sto calmo al tuo sguardo natio:
sensuali chimere guarito sollevo
affosso l'aratro nel ricco terreno
promessa di forza mai verrà meno
cammino leggero segnato alla meta
grato ti sono mia stella cometa.

rdv 19 marzo 2012,
ai nostri padri

sabato 14 aprile 2012

immobile

Sguardo immobile


Sono prostrato come brina sulla terra
il mio sguardo è fisso sulle cose
non si muove nessuna mano amica
mi rimane solo osservare il dispiegarsi del tempo,

gli esseri parlanti tacciono
la parola di speranza è muta
la voce amica è assente
da tutti i tetti mi tirano in testa

è inutile correre o gridare al vento
siamo schiacciati dai massi dell’ingordigia
quel che possediamo è polvere
quel che ci manca un labile e inutile ricordo

i nomi del desiderio sono monchi
abbiamo braccia e occhi stanchi
non sappiamo neppure piangere e ridere
dormire sarebbe dolce se i sogni non fossero falsi,

cerco pietà tra fratelli pieni di altezza
racconto le fiabe ai lupi indifferenti
quasi il mondo è incollato all’incolore
che vedo ogni realtà distinta e partecipe

la fronte non si volta al destino
il cuore non batte ai richiami illusori
la pelle è attaccata alla vita senza futuro
eppure io non spero: resisto di fronte allo spettacolo,

metto in scatole di pazienza le forme e gli odori
rincorro le gattine cieche che m’hanno regalato
sono un maggiordomo degli iniqui clienti
non capisco la vittoria dell’ingiusto senza rimorso,

a che servono i discorsi dei sopravvissuti
forse hanno ceduto l’anima – o il giudizio
si sono inginocchiati alla luce fatua degli specchi
si sono scambiati favori assassini di poesia

ramengo spigolo qualche carezza
trovo freddo e nebbia nei volti
quanta artificiosa costruzione di significati
mi mancano le mani di mia madre sul fuoco

salgo tra i giochi e accosto il suo corpo al calore
da allora l’orizzonte è fisso, immobile:
finché reclino il capo e lo innaffio con le dita tue
ospite inarrivabile – motore del mio sguardo.

Rdv 31 gennaio 2011

senza fine

Senza fine

Ci sono tristezze colme di vuoto
ci sono bicchieri pieni di vuoto
ci sono speranze senza nome
ci sono ricordi con nomi in carne e ossa

ci sono orizzonti lontani, dolcemente invisibili
alzo la mano come a mosca cieca
vorrei le stelle e afferro la brina
corro alla luna, e cado sul marmo splendente

apro con una smorfia la bocca
non escon parole e nessuno bacia più nessuno
ho sciupato la terra e ho ricevuto un resto amaro
quel che m’era caro s’è nascosto sul tetto

conto gli anni le stagioni i minuti
tutt’è fermo a ieri stanco di domani
tengo fermo un pezzo di pane
mi riscaldo alla tazza alle erbe

neppure un lenzuolo m’accarezza
biascico lassù un tocco di timidezza
Il muro è freddo, i volti sono opachi
non ricordo il viso del desiderio,
non mi resta che aspettare il primo soffio di vento.

Rdv 25/1/2011

venerdì 13 aprile 2012

amore roba da vecchi ?


l'amore vero e reale non fa parte della nostra generazione ? 


è come dire che amore, coraggio, forza, pazienza, fiducia, passione, vita ... non fanno parte "di questa generazione"... in realtà: questa generazione attuale è debole rispetto alla generazione passata ! E' semplice: basta ammettere umilmente che noi siamo deboli, viziati, impauriti, e ci sentiamo sfortunati e stanchi. In realtà è una malattia storica ed è anche un'illusione. Siamo incapaci di amare e non ci vergogniamo d'essere così e neppure lottiamo per cambiare ... grazie a Dio qualcuno riesce a credere ancora in qualcosa... 

giovedì 12 aprile 2012

parole

Miserabili parole

Siete miserabili  -  polvere nel deserto
insignificanti parole incapaci d’amare
a che mi servite senza nessuna forza
che potete fare contro il silenzio?
Siete così povere che con voi sono senza verbi
non accarezzate e non sapete neppure piangere
tanto meno guadagnate il pane da vivere
al massimo girate per le strade e perdete tempo
ragazzacce senza famiglia e senza destino.
Vi disprezzo perché non sapete confortare l’amore - non sapete tener ferma l’offesa
che dite al dolore: solo parole e alla morte neanche quelle,
mendicate significati dalla realtà ma che uso ne fate
miserabili bugiarde senza un minimo di vergogna.
Credevo in voi un tempo: eravate l’amo da pesca
delle mie innamorate, io agivo al vostro comando,
dite t’amo e io amavo, dite non t’amo e io morivo,
ora invece tacete, vi nascondete dietro il lamento
scivolate dietro la pietre delle case costruite col sudore,
illudete i bambini e tagliate i cuori,
vigliacche, siete le sirene ammalianti degli abissi eterni
basta non v’ascolterò più, mi tappo gli orecchi,
lasciatemi in pace, non ditemi che siete feconde di vita
almeno abbiate il pudore d’andarvene a casa con la coda tra le gambe,
chiamate un momento la lama che mi spela il cuore
come posso impietosirvi o costringervi a seguirmi.
Sono un qualsiasi ignorante: voi mi dominate, mi flagellate
Parole, parole che mi fate scomparire: abbiate pietà
io striscio tutto il giorno e vi maledico
non avete un minimo di presa sulla realtà
non sapete cosa è la vera vita: quella che m’uccide
senza baci, perché a questo serve la bocca
non a parlare ma a baciare, qualche volta a sussurrare
ad ammiccare parole d’amore ad annunziar parole di festa,
invece voi gridate e pretendete, imponete e ponete in essere l’illusione,
fuggo lontano e sto zitto: non mi avrete vivo
Parole vere – non mi avrete morto Parole false.
Verità Amore Realtà: vi ho spiazzate figlie del Silenzio!
Non avete più parole per difendervi e io ne ho per attaccare
soltanto vorrei un po’ di conforto da voi, mi basterebbe …
un po’ di dolcezza – viceversa siete amarezza oceanica
non avete limiti vi manca l’umiltà della notte
Come posso camminare verso la meta senza di voi?
Come posso implorare il mio amore a non abbandonarmi
piango a singhiozzi per vendicarmi di voi, parole vuote
non capite nulla, raccogliete discorsi ed estraniate
la vostra progenie, quella figliastra poetante
ferma di fronte a voi: colei che canta
in voi e per voi e più la sotterrate e più lei cresce rigogliosa,
figlia degenere vostra,  il canto della musa
non potete contenerla: ascoltatela, uditela, fatela entrare in voi
come una sposa dischiusa al suo segreto sottile,
finalmente ditele – come ad avvocata di salvezza – che io
sono qui solo triste abbattuto, senza parole,
senza le mie amiche zingare, senza tamburi di guerra,
aspetto per l’eternità una misera parola di desiderio: e mi basta.  

 Rdv  15/1/2011

grazie GIACOMO


 Grazie GIACOMO !

ho appena saputo che un mio carissimo studente del corso C del Liceo Galilei - Giacomo - è morto questa mattina in un incidente stradale con la moto mentre andava a scuola !!

caro Giacomo prego il Signore per te e per i tuoi cari e ti dico che mi manchi tanto !
Solo un anno fa - in un momento tremendo della mia vita - proprio tu mi hai aperto questa pagina di FB !

Proprio tu mi hai portato tanti giovani amici a combattere una battaglia di civiltà. Proprio tu hai avuto il coraggio - con CF - di appoggiarmi con tutto il cuore mentre avevo tutti contro o indifferenti.

Tu non mi sei stato "indifferente", non hai abbandonato il tuo "prof".

Grazie Giacomo ! Dio ti benedica, il signore faccia risplendere il Suo VOLTO su di te e la Madre Addolorata ottenga dal Padre del Cielo Luce e Conforto per i tuoi genitori.

ciao Giacomo,   il tuo prof che hai aiutato !

 Grazie GIACOMO !

ho appena saputo che un mio carissimo studente del corso C del Liceo Galilei - Giacomo - è morto questa mattina in un incidente stradale con la moto mentre andava a scuola !!

caro Giacomo prego il Signore per te e per i tuoi cari e ti dico che mi manchi tanto !
Solo un anno fa - in un momento tremendo della mia vita - proprio tu mi hai aperto questa pagina di FB !

Proprio tu mi hai portato tanti giovani amici a combattere una battaglia di civiltà. Proprio tu hai avuto il coraggio - con CF - di appoggiarmi con tutto il cuore mentre avevo tutti contro o indifferenti.

Tu non mi sei stato "indifferente", non hai abbandonato il tuo "prof".

Grazie Giacomo ! Dio ti benedica, il signore faccia risplendere il Suo VOLTO su di te e la Madre Addolorata ottenga dal Padre del Cielo Luce e Conforto per i tuoi genitori.

ciao Giacomo,   il tuo prof che hai aiutato !

mercoledì 11 aprile 2012

errori

sempre meglio evitarlo, l'errore, e, nel caso, trovare la grazia naturale o sovrannaturale che ci dia la forza di andare oltre l'errore e - solo allora - considerarlo uno spazio di crescita: è allora - proprio nel perdono ricevuto e dato a sé - la crescita implica il "rammarico" per l'errore commesso; rammarico che ci spinge ad ammettere umilmente che sarebbe stato meglio crescere senza cadere. Tuttavia visto che le cose stanno così, si può paradossalmente ringraziare per l'errore stesso che noi avremmo dovuto evitare, ma che non ci impedisce di ricominciare "per grazia". Questi "passaggi", logico-retorici e di gratitudine, vanno comunque fatti a voce alta, a testa alta, davanti agli altri e davanti all'altro che abbiamo offeso !

TRADIMENTI

  ... diciamo che non tutti quelli che hai amato ti hanno tradito ma che tutti quelli che ti hanno tradito li hai amati...