giovedì 5 aprile 2012

parola...

Parola m’incanti


Chiamo nel cielo alto e terso
sopra la polvere la parola viva
che non mi conforta e non m’assicura
soltanto mette ordine nel mio dolore.

Quant’è tonda e robusta
la parola che m’incanta tutta la testa
non me la fascia – me la lascia dritta al sole
posso andare fino in fondo ad essa.

Il canto delle muse mi stringe al fuoco
Piango il non poter andare oltre
Il mare delle mie paure
mi traggo dal ventre colpe inesistenti,

l’amore contrastato alla morte
mi commuove tagliandomi in due lo sguardo
il recinto delle voci è la mia forza
attorno è un sogno venduto da nessuno.

Piedi e mani poggio sul canto caldo
del cuore tuo amico che mi leggi triste
non ci vedremo mai e il mio corpo geme
sente l’assenza e non può vivere senza

formo marmi con la bocca spalancata
mordo le asperità della solitudine senza sale
ti grido da un mondo senza nome
non trovo parole d’amore vero, e ne muoio,

danzo impazzito sui prati felici
raccolgo schiaffi e baci, e cado su me
vengo sbattuto da mille cose senza valore
le mie parole ne reggono il peso,

perché il fondamento del tempo m’è nascosto
trafitto nel mio petto spaccato dalla tua mano
questa guerra in cui perdo l’esistenza
mi dà speranza d’essere senza altre parole.

Devo dare quel che ho per ricevere quel che non so
questo mi tocca dentro senza lasciarmi tranquillo
lotto per un passo verso un infinito muto.
Io lo dico, lo canto, lo prego, lo parlo,

e il vento mi gira attorno infuocato di ghiaccio
che sono mai così perso e assetato:
di sapere che queste mie parole saranno amate…
al posto mio – povero cagnolino perduto là tra i dirupi…

rdv 29 gennaio 2011

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