lunedì 30 aprile 2012

coltelli

Coltelli

Avevo un coltello puntato alla gola
da tempo immemorabile
da pianti senza memoria
cammino flemme con un punteruolo nel cuore.
Ci sono antichi giochi innocenti
che non potrò mai più giocare,
sicurissimo d’addormentarmi
ripiego la dolcezza che m’hanno rubata,
parole suoni visioni: tutto è spento
le forze sono nulle e sbriciolate
le idee sono giullari nudi dinanzi al re
le carezze sono cartavetra – il mare è ghiaccio.
Tutto è fermo stanco piovoso
voci assenti assillano la sete
fresche sorgenti sono prosciugate
chiome luminose sono spopolate dai venti,
il sole ubriaco di grigio è troppo lontano
la luna calda della sera non si sveglia
i girotondi dei bimbi s’attorcigliano dietro i muri
ogni canto è muto - alle spalle e di fronte io taccio.
M’immergo di vino puro fuori dai sogni
m’imbevo di gioia senza nèi e senz’inganni
accetto la tristezza come una coperta di piume
mi  rialzerò, mai, nel tempo e nel mondo,
fiero del mio dolore armato di solitudine
ho cercato uomini veri, ho trovato padri passati,
vorrei aprire porte ai figli: sono chiuse – farò del mio cuore una chiave. 

  Rdv 16 febbraio 2011

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