sabato 25 febbraio 2012

poesie 5

Schegge

Sono scheggia del tuo fuoco
m’arrampico giulivo nel nulla per poco
resisto alla notte del tempo
ritornando stanco nel ventre del vento.
Ho paura della luce che passa
la prendo al laccio  umbratile dell’illusione
fissa all’arca del cielo che tutt’ammassa,
lieve è il sibilo del vuoto d’ogni sensazione.
Strappato sono in me - l’ora e il destino
fuggon lontano dove pace mi tace addosso.
Ombra di stelle mi suonan la morte
desidero tornar da madre -  ma forze ho corte
ditemi perché tanta fatica attorno al mio osso
se giro e rimpiango tornar  da stoppie
secche,  sui laghi della solitudine  del mondo.

Rdv 25/12/2010








La  Secca
Doni di natale pubblicità di gloria,
avete prosciugato l’anima del mondo.
Abbandonaste i fiumi della mente
senza una fonte senza una foce senza una trota,
vi siete impossessati dei rigagnoli dei petti  e dei ventri.
A mo’ di cart’ assorbente avete svenduto le nostre lacrime
d’occhi fin troppo trasfigurati dalle favole del lunapark.
Su alberi d’anidride e filo spinato appesi sono medaglioni
d’ esserini sfiatati e fratellastri squartati:
ma a voi interessano le diete e i saldi
tanto che passato e futuro sono fuorché saldi.
I mari stessi sono in secca specchi d’ostriche senza perle
li avete utilizzati e programmati come stracci di cantina,
poi li avete filmati tra commosse ipocrisie di coccodrillo.
Mendico un’unica goccia
dai rami gelidi delle vostre chiacchiere.
Mi regalate solo il succhio pastoso
avanzato dall’impasto di finzione salottiera e vuoto di pane.
Io me ne sto accanto al focolare color pastello
penso ai grandi corsi d’acqua antichi   profondo blu.
Conservo in fronte laghi stabili come baci del primo amore,
brindo come un bimbo con acqua vino e limonata luminosa
nei miei esili ruscelli di vita faccio barchette di carta ghirigori,
mi vanto vittima gaudente
di giocosi gavettoni colmi di speranza.
Intanto riscaldo la pasta al forno pasticciata con amore e arte.
Rdv 5/1/2011
Sempre qui

Potere   vero!  Dominio sui ventri. Questo cercate.  Cani!
Io mi siedo su tappeti di dolci assenze
mi circondate di libertà  e coltelli avete per mani
arrivate al fondo privato con parole dense.
Che vi manca  -  regine volanti , angeli di cartapesta
raccogliete salvezze di mondi trapassati, plenarie
scoperte  fate sulla pelle di poveri amici silenziosi
ridete, bevete, vomitate promesse d’amori abortiti.
Che posso farvi – padrini del mio cuore, padroni
della mia morte, che posso dire, fare, andare, piangere,
lamento deserti senza orizzonti, dipingo cieli senza stelle
ma voi nessuna pietà della mia carne bruciata d’amore!
Viaggiate girate vedete applaudite volontariate le altrui scapole
affilate lame di cuori - ghiacciati da godimenti virtuali.
Continenti e universi palpate con bracci d’acciaio
io sto qui – sempre – fisso immobile v’aspetto
come sentinella innamorata d’un amico impossibile eppur
accogliente, inavvicinabile faro e castello che t’apre futuri reali.

Rdv 29/12/2010






Senza fine

Ci sono tristezze colme di vuoto
ci sono bicchieri pieni di vuoto
ci sono speranze senza nome
ci sono ricordi con nomi in carne e ossa

ci sono orizzonti lontani, dolcemente invisibili
alzo la mano come a mosca cieca
vorrei le stelle e afferro la brina
corro alla luna, e cado sul marmo splendente

apro con una smorfia la bocca
non escon parole e nessuno bacia più nessuno
ho sciupato la terra e ho ricevuto un resto amaro
quel che m’era caro s’è nascosto sul tetto

conto gli anni le stagioni i minuti
tutt’è fermo a ieri stanco di domani
tengo fermo un pezzo di pane
mi riscaldo alla tazza alle erbe

neppure un lenzuolo m’accarezza
biascico lassù un tocco di timidezza
Il muro è freddo, i volti sono opachi
non ricordo il viso del desiderio,
non mi resta che aspettare il primo soffio di vento.
Rdv 25/1/2011
Sete assoluta
Vivo ubriaco della tua sete senza limiti
La luce m’offende tutto il giorno ferma nel tempo.
Così l’assoluto bisbiglio degli occhi guarda i due e
 mi chiama al sole e all’acqua. Tutt’Arsura so di me
non vedo, né tocco, il giorno del tramonto
sento sempre la tua sete assoluta
e bacio il mare e le stelle e tu mai mi bagni.
Rotto è ogni discorso di pace,
strappato sono al sonno, proteso al vento
ringhio disperato oceani illimitati. Sale e sale
sete e sete. Mi dai solo sole e sole.
Pazzo leone marciatore di prigioni
Aspetto furente l’acqua dal cielo.

R dv 16/12/2010









Somaro
Muori somaro corpo mio caro
ti trapasso a fil di spada nemico crudele e traditore
ti domino ti cavalco e ti conduco e ti schiaccio
tra valli e monti, tra sogni e illusioni,
ti dipingo nella tua nuda debolezza
spaesata come un bimbo di ventuno primavere dimenticate
tremolante come una fogliolina nel triangolo dei venti
sbattuto su scogli taglienti dopo il baccanale intellettuale
prigioniero del polpo tra i tentacoli musicali.
Ti disprezzo asino d’intelligenza e voli celesti
che sai della mia glaciale assenza di vita?
Invecchierai morirai ti polverizzerai
che ho a che fare con te scarpetta – scarpa sei su terreno - di Cenerentola
chi mai ti desidera pellaccia liscia morbida e candida e assetata?
Tanto io cammino a testa alta verso il vuoto …sempre più in là.
Signore degli scheletri, smemorato di muscoli e labbra
assente tra mani e piedi, tra palpebre alito di rosa
io ti tiro giù basso animale da soma; tu non esisti!!
Io … io sono, piegato su di me stanco di non ricevere baci
furioso di non poter stringere il mare e le stelle
appesi alla tua bocca e dipinti dentro i tuoi occhi.
Sei un povero quadrupede che non conosce casa
Io ho le chiavi della vita morta, chi ti conosce in terra,
vagabondo di una carezza tra i capelli, chi bussa alla mia porta
un pellegrino velato, sei tu asinello piccolo e fragile
sei tu amichetto debole e più arroventato di lava,
muori finalmente – con me – qui sul mio petto - muori mentre io muoio senza di te…  Rdv  11/1/11
Sono passato di qui

Si amici io sono già passato e vissuto
dietro muri di sangue e sotto miserie devote.
Non ho illusioni di luoghi e di tempi, non scudi amorosi
dico, dico la mano che m’apre sentieri di forza
non voglio ragioni, mi basta sapere che sei tu qui. Vivo.
Che tagli rappresi su carni aperte ho nell’occhio vicino
Che mai potrei barare la vita, che mai vorrei velare il tuo cuore.
Viaggi  odissei vagato e portato, orami di tempo
ho il petto riempito. E gocce e onde, che manca al naufragio?
Questo ti narro dolcissimo amico, che tutto è già qui
dal passo sicuro,  e quindi riprendi deciso il tuo giro.
Io schiero il mio braccio davanti al tuo labbro
e ascolto il tuo canto di triste nottata. Piangi. Vedi,
e combatti anima amica. Abbiamo ora il tempo riaperto.

Rdv  16/12/2010







Sterminio

Su pelle innamorata dal sole
hai sterminato ininterrotte carezze  d’assenza
ti credevo capace di rinunce totali
promettevi fuoco e desiderio casto nella  pazienza.
Legno storto - secco - trasparente all’anima
t’aprivo su abissi innominabili e tremendi
accoglievi in alcove vergini le foglie cadute
avevi occhi di cervo attorno a implacabili cacciatori.
La nebbia è svaporita tra pettegoli Champaine
siamo seduti flosci sul già detto che svuota la terra
memori di giochi danzati sulla punta dei sogni
che altro rimane se non trucioli di sangue aggrumato.
Corpo e cuore hai sterminato di spilli d’amore
mente e paura hai solleticato con suoni fatui d’oltretomba
raccolgo come centurione sconfitto i miei soldati
li piango come antichi amori abbracciati di voluttuosa dolcezza,
indomabile ad ogni ragione impiegatizia, splendente d’estasi vivente -
guardo la sabbia dei tuoi baci scorrere nella mia solitudine
e neppure posso piangere la non vita mai nata.
Tenevo la  mia impossibile fiamma conficcata nel petto
come Achille si stringeva la freccia premio della sua fedeltà:
sono moribondo su questa landa levigata dalla luna del silenzio.
Rdv 30/12/2010



Sul filo del mondo

Spalla a spalla vedo il vuoto e miro lo spazio
Orizzonti blu coi tuoi occhi cammino
e  tremo alle  distese stanche,  sotto le mani.
E ci diciamo le storie danzate e ci battiamo i cuori:
che paura che vergogna socio giocoso!
Le dita imbrigliamo senza  saltare, premuti
da carte istintive e mai calcolate. Nude.
Perché non sfuggire le armi? Perché le foglie tirare?
Perché non ritrarre parole, non girare i volti segnati?
Ecco perché: tra baratri e arcani scegliamo lassù,
paghiamo il dazio al fango tritato e
nasciamo agli amici dei canti di luce.

Rdv 16/12/2010









Tango della Gelosia
Ti devo bisbigliare la lama sottilissima del mio segreto
vorrei ascoltassi - puntata sul mio ventre come su un palcoscenico
il mio canto alto su ogni vetta luminosa nelle grotte solitarie
là mi lamento d’un grido indomabile tra draghi di zucchero.
Paglia e petali di dolore innaffiano l’arsura della bocca mia
libri e pergamene bruciano la biblioteca delle mie ossessioni,
passo lento - invidioso geloso - nelle fiamme del cerchio di cristallo
raccolgo mendicante ogni tuo gioco buttato.
Ramengo per strade aurorate cammino infreddolito
chiedo a spazzini speciali dov’è il Castello di Biancaneve
e riposo su roghi di poesie assassine
finché non incontro il mio sosia trapassato dai tuoi baci.
Muori con me fratello piuttosto ch’esser me specchiato!
Ecco: finiti nel sogno finito con l’ultimo bacio di Capodanno.
Tanghi e corse e balzi impazziti d’abbracci impossibili
come potrei  non morire nel fuoco c’acceso m’hai
e che carni altrui godono compiacenti del mio abisso?
Ridono e stridono i benpensanti: questo non è politicamente corretto!
Eh  si! Dolci fanciulli: che ne sapete dei secoli e dei suoi quarti di luna!
Che capite se non vedete le cicatrici dei vostri untuosi guanti
scarnare le mie membra arrostite nella mente di Venere?
Brucio vivente e vedente la vita che sfugge alla mia presa
come potrei non chiamarla Regina che mi tagli e m’anneghi
nei sogni altrui, nella morte mia, nella lontananza tua.
Stringimi al nudo palo della tortura, piuttosto che farmi zitto:
urlo il vero sangue del tempo immobile: sii felice spada che m’uccide!
Rdv 30/12/2010

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TRADIMENTI

  ... diciamo che non tutti quelli che hai amato ti hanno tradito ma che tutti quelli che ti hanno tradito li hai amati...