domenica 4 marzo 2012

ferma la mano

Mano ferma

Schiere sterminate di desideri
conficchi nella mia vulnerabile carne
alata mimesi di sogni impossibili.
Come roditore d’ogni fortino sei  asfissiante,
prima m’inondi di stoccatine mortali
fai di me corrida d’una folla ubriaca di sentenze
ritorni danzando sui miei giochi di sabbia
innalzi alle vette passioni taglienti tra denti di serpe.
Mordi, bevi, irrori vita notturna sui miei sguardi fissi
al deserto d’ogni promessa - abbandonata
sull’altare del dubbio – gloria di corpi dominati
da frigide passioni  assenti all’arcobaleno del fuoco.
Timoni e ancore hai divelto il primo giorno dell’anno
e  porti e bussole hai svenduto allo speculatore al tramonto.
Mani flebili e gambe immobili hai legato a te
catena abissale ch’anima prosciughi.
Venti e mari e carte e nostromi e occhi di Medusa
tutt’oltre la mente – profezia malata, profumo vile
schiavo del tuo sale mi fai statua arroventata del mattino.
Occhi e petto e corazza del mio fato – mano tesa al pianeta lontano
inginocchiato ai piedi bianchi del tuo abbraccio
carezza lenta del misero affetto mendico:
tengo alta e tesa la parola reale che io voglio sia volontà di te,
questo è il mio forte: chiavistello strappo e apro lucido
dal mio piccolo cuore - finché luce voluta  e braccio teso
tengano testa alla potenza del ferro infuocato
stigmate del tuo  bacio avvelenato. 
  
Rdv 1/1/2011

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