martedì 5 giugno 2012

sulla passione d'amore


gentile amica,
le cose che ho imparato sull'argomento le ho apprese 35 anni fa a Roma in viale dei Quattro Venti tra il Liceo Manara e Villa Pamphil, con una ragazza che portava un nome particolare che un giorno ti dirò.  
La cosa è semplice. Da un lato tutta la Letteratura amorosa mondiale parla della stessa cosa. D'altro canto Dio stesso - l'unico vero Dio -  ha voluto dare all'umanità il vertice della sapienza amorosa.
Mettiamola inizialmente così ... per non approfondire troppo in un'unica volta: in questo mondo esiste un Vertice, un Centro, un Fondamento, di cosa è amore, e questo è il rapporto coniugale completo, naturale, terreno, a tutti gli effetti. Cristo non aggiunge nulla. Il problema è che tutta la Creazione è segnata dal peccato e che tutta la Creazione geme nelle doglie del parto per entrare in un mondo nuovo, quindi anche l'amore tra uomo e donna.
Tuttavia Dio non cambia di una sola virgola quello che già esiste in natura. Solo chi segue l'Ordine della Natura capisce l'ordine della Grazia. Quindi: chi vive il vero amore erotico-passionale tra uomo e donna può capire il Sacramento del Matrimonio. Prima e innanzitutto "la Natura" e dopo e  "in aggiunta" la vita di "Grazia". Ovviamente questo secondo l'ordine naturale e non secondo l'ordine ontologico.
Ora, mi pare che spesso, il limite dei discorsi religiosi sul Matrimonio consistano proprio nel forzare retoricamente gli aspetti religiosi come se questa fosse la  Volontà del Creatore. Gesù dice chiaramente: maschio e femmina li creò ! Cioè: esiste un Ordine Naturale a cui nulla va aggiunto. Ma certamente ogni essere umano ha bisogno della Grazia per salvarsi.
Diciamo ancora: solo chi vive una vera passione d'amore comincia a capire il Vangelo del Matrimonio, mentre chi parte da discorsi religiosi rischia di rimanere sul livello moralistico o volontaristico, e quindi  perde proprio quello che Dio vuole.
Oppure: Gesù trasforma l'acqua in vino quando il vino è finito. Si guarda bene dal sottrarre il primo vino per metterci il secondo vino. Il  secondo vino è una cosa "in più"... Partire, come spesso fanno i nostri Predicatori, dalla  "cosa in più", nasconde la cosa primaria: il primo vino dato dai due innamorati e che Gesù e tutti gli altri hanno bevuto ! Solo quando il vino finisce interviene Dio. Come a dire: prima date tutto nell'innamoramento e "dopo" sarò io a dare qualcosa in più...

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