Mare
Ho navigato sotto le onde della tristezza
ho respirato a polmoni pieni
ho visto ogni pesce luccicante di promessa
torno a mani vuote
eppure l’infinita bassezza dell’anima
non mi fa più paura
le mie mani sfiorano la dolce morte
con l’entusiasmo del primo bacio.
Posso allontanarmi nel silenzio delle spie
posso finalmente addormentarmi nella desolazione
vorrei così spegnermi – contro ragione amo vivere
camminare semplice nel vento della solitudine
con una lampada d’artigiano lavoro i cuori
ne trovo di turgidi, di splendenti, di teneri
addirittura qualcuno si proclama innamorato
desidero un cuore forse rompighiaccio ma grande.
Il paese è silente, mi sommerge d’ipocrisia
nessun ricordo regge il confronto
il mare è immenso come il cuore nascosto
mi tuffo rischiando la vita per raggiungerlo
mi abbraccia una indomabile sete di acqua pura
l’orlo del mio destino brucia l’incenso del dubbio
sono tutti malati d’incertezza e ricchezza
io nuoto nella povera insenatura dei tuoi occhi.
Rdv 4 febbaraio 2011
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