Altezze
mi carezzano ancora,
lievi
i boschi fissi nei tuoi
occhi
come coriandoli a festa
scintillanti dei tuoi
sogni
memori della nostra
gioventù
incagliati sull'anima
che il tempo bagnò
d'acqua marina
addolcendo la mia ferita
di cui grato ti canto
e corro leggero,
instupidito
attorno alle tue spalle
tenendomi strette le tue
mani
sospiro il tuo profumo
più puro dei fiori
fresco d'alberi di
montagna
terso il cielo del tuo
sguardo
eri chiara, ferma,
femminea
non l'ho dimenticato
come potrei, non vederlo,
ora
di nuovo, lontano,
vicino, tagliente
e tutto abbraccio il
mondo in te
come non potei
e così sempre più danzo
gratitudine
sussurro un antico bacio,
mai dato
e stendo il tappeto della
gioia
tra i tuoi piedi e i
laghi tedeschi
soffio parole al tuo
orecchio
credimi, sono esistito
e non senza te
sempre sulle cime, lassù
ogni volta che le hai
guardate
sotto il cielo, in alto,
ero io.
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