serie "Onde Rosse"
Terra indiana
Color acciaio dorme il cielo
Su terra rossa respira il mio petto
Inflessibile d’azzurro si staglia
Feconda semenza rifiorisce nell’anima
Di qua bellezza incomparabile
Di là desiderio irraggiungibile
Vivono nella loro presenza
Muoiono nella loro assenza
Bellezza è come l’altezza su cui mi disegni
Passione è come matita che mi conficca in carne
Non togliere – ti prego – lo sfondo e il volto carnale
Quel che illumina è l’aria ch’esiste
Quel che si dà bruciante è il pungolo vitale
Non posso stare senza l’uno e senza l’altra
Separati muoiono, uniti muoiono, amici danzano
Più stupore apre il cuore puro
E più tremante le mani vorrebbero scottarsi
Sei tu perduta indiana profumata di terra
Ti circonda la notte splendente e muta
Le stelle segnano sorrisi sofferti
La luna pianta su campi rossi turgide speranze
Rimani sussurrando le mani sul labbro
Che voce ti disse come carezza di bimbo:
aspetta il giorno della bellezza! E vivrai …
attendendo morirai regina e rinascerai di sguardi
scivolando ti graffierai ma olio ti coprirà di sussurri…
rdv 3 maggio 2012
Spada
Dimmi tu ch’annunzi il fulmine
Dimmi tu che confessi l’improvvisa frustata
Come si fa a vivere dritti al cielo giulivi?
Come si fa a tenere dentro una spada
Sussurrami il segreto del nascondimento
Io ti rivelerò la mia forza immobile
Torre del desiderio sconosciuto
Oceano della vita che sempre dice si
Nulla posso resistere alle frecce vermiglie
Che il tuo destino mi scagli’addosso
Sappi candida cavalla ferma sul tacco
Quanta battaglia solitaria crea cose
Quanta comunanza futura c’è qui
So, si lo so, che hai cercato tranquillità
Lo so: la luce era opaca, il tempo stanco
Il folle poeta in attesa d’un nome di stella
Era lui lì, umido di frutti caldi e rosse chiome
Alberi e onde coprivano la coccola notturna
Era fermo e alto il canto tagliato dentro
Abbraccio di spada – continua ferita di te
E se tutto cade improvvisamente come piatti a Natale
C’è una nanna che fischio sulla pelle tua ch’ascolta.
Rdv 3 maggio 2012
Sigillo
Scottami come un iceberg blu
Fai della mia pelle un olocausto
Al desiderio aperto all’azzurro
Non chiuderlo avvizzito nella tua mente
Segnami implacabile sotto di te
Fa della tua mano un velo di pietà
Riprendimi in vita col tuo alito
Spezza pure il mio ventre cercando fiori
Mai dimenticherai il pugno d’amore
Ch’hai seppellito dietro la tenda rossa
Del tuo occhio in fiamme di pace
Liberami dal peso dell’acqua che mi neghi
Assassinami sui denti con urla d’angeli
Di commozione e d’ubriachezza fatti più qui
Imprimiti come morso su un corpo bianco
Sii orma di affetti antichi
Sii segno d’amicizie ignorate
Vendica un vecchio amante dimenticato
Rimane cera liquida su parole pietrose
Come i piedi che corri candidi su me
Non lasciarmi perdere tra scogli
Non consentire alla piovra vuota di zittirmi
Non osservarmi nella discesa del mare
Bacia la mano che bacio sulla spiaggia
Sabbia rossa tra l’oriente e il riposo di me
Sulla tua fronte di bimba così inconsapevole …
Rdv 3 maggio 2012
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