Ancora mai
non ho mai
smesso, aquila stanca,
di fissarti all'orizzonte, piuma divina,
mentre dormi sdraiata sul monte
e la mia pietà ti canta
là passerai inquieta come rondine
ben lontana dai miei artigli
e mai saprai che era tutto calcolato
solo il mio sguardo ti voleva
distendere tra il cielo e il mio petto
ti lascerò in pace nei tuoi sogni
mi basta fischiare la mia gioia nascosta
vederti viva nell'essere
senza ingelosirmi nel fuoco
senza imprigionarmi nel polo solitario
mai e poi mai ti spingerò
ma non chiedermi di non supplicare, di non morire,
ti mendico solo uno sguardo verso mezzogiorno,
mi riempirò della tua fragranza, dei tuoi veli
ti chiederò di non arrabbiarti più,
che vuoi che sia una domanda, un gioco,
per dire quello che mai diremo,
che mai sapremo, che sempre ameremo,
entrambi addolciti, nella mano del destino.
di fissarti all'orizzonte, piuma divina,
mentre dormi sdraiata sul monte
e la mia pietà ti canta
là passerai inquieta come rondine
ben lontana dai miei artigli
e mai saprai che era tutto calcolato
solo il mio sguardo ti voleva
distendere tra il cielo e il mio petto
ti lascerò in pace nei tuoi sogni
mi basta fischiare la mia gioia nascosta
vederti viva nell'essere
senza ingelosirmi nel fuoco
senza imprigionarmi nel polo solitario
mai e poi mai ti spingerò
ma non chiedermi di non supplicare, di non morire,
ti mendico solo uno sguardo verso mezzogiorno,
mi riempirò della tua fragranza, dei tuoi veli
ti chiederò di non arrabbiarti più,
che vuoi che sia una domanda, un gioco,
per dire quello che mai diremo,
che mai sapremo, che sempre ameremo,
entrambi addolciti, nella mano del destino.
Rosario Del Vecchio 4 1 2013
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