Visi di marmo
Navigo pigro tra volti di vetro
cerco labbra scolpite dal tempo, ma
trovo rumori e sfilate ingrigite, comode membra
di corpi rappresi, e fisso invisibile gli occhi inumani
e tocco morente le mani di schiavi.
Specchiato nel metro tra freddi giacigli
ricordo e ritempro canuti consigli.
E fermo la mano sul tempo presente, lucido
figlio d’amore ormai stanco.
M’alzo da dentro e non voglio dormire
risento alla fine il mio viso guarire.
Non resta che spazio d’umana tristezza
guardare i tuoi volti lisciati dal nulla,
confronto e accarezzo i mille lasciati
so anche che voi non ci avete mai amati.
Mi strappi vulcano lo spirito dentro
sei accanto lo sai all’uomo vivente,
vedi e pensa quanto ti dono, non fai
che nervosi momenti d’assenza.
Vetri sul fondo, marmi scavati, lasciate
andare via chi vi si trasmette, caldo
assolato coi visi lucenti, voi ferri
annodati su stuoie animali, di
canti maldestri e calcoli urbani.
Poss’ ora io salire tra il mondo, ormai libero -
volto forgiato da pietra remota
durissimo assolo nei vostri assoluti.
Rdv 18/12/2010
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